Le cartelle esattoriali vanno ovviamente notificate. Ma se Equitalia prima, ora Agenzia delle Entrate Riscossione, hanno usato questo tipo di comunicazione verso il creditore, la notifica è da considerarsi nulla? Come non si fosse ricevuta?

Pare essere così! Da una giurisprudenza delle Tributarie Provinciali con sede sul territorio nazionale, alcune di queste Commissioni Tributarie stanno dichiarando la nullità delle notifiche effettuate dall’Ente di riscossione se la stessa le ha eseguite attraverso la posta elettronica pur se certificata.
Uno dei motivi indicati dai Giudici Tributari e che il messaggio in via PEC non è l’atto originale, risulta solo una copia informale dell’atto. Un altro motivo indicato è che il messaggio in allegato alla PEC non è emessa da funzionari pubblici. Equitalia non è un Ufficiale Pubblico.

Di fatto è che la cosa certa un messaggio in allegato a una PEC è solo una “pseudo” raccomandata, essendo la stessa non sottoscritta per firma e data di ricevimento, in tali casi le Commissioni Tributarie hanno spesso dichiarato la non esistenza della notifica, proprio perché nelle PEC inviate da Equitalia non è e non contiene l’originale che per Legge deve ricevere e sottoscrivere il debitore. L’allegato alla PEC viene considerato come una semplice copia dell’atto.

Tutto molto controverso, e difficile dire che una PEC risulti di fatto totalmente “nulla”, dato che in sostanza è difficile negare che il contribuente a cui è indirizzata la PEC, non venga a conoscenza dell’esistenza di questa cartella emessa a suo nome, e le PEC hanno un riferimento anche dell’avvenuta lettura.

Tutto questo vero e non vero, spesso si è visto che serve più che altro come motivazione per eseguire un ricorso, e con ciò, allungare i tempi delle scadenze di una cartella esattoriale da pagare, sperando anche che una volta arrivato all’ultimo giudizio di cassazione venga appunto, cassata.

Questo tema è stato posto in devoluzione alla Consulta, e all’attenzione delle Commissioni Tributarie, ed anche del Giudice del Lavoro, per quanto riguarda i debiti previdenziali e quelli del codice stradale. Si spera in un chiarimento, quanto meno in relazione ai nuovi poteri che ha ora l’Ufficio delle Entrate Riscossioni, essendo lo stesso ora un ente pubblico.

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